Provenza da leggere

Libri ambientati in Provenza

È con questo post dedicato alla Provenza nei libri che vorrei inaugurare una nuova sezione di questo blog.

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Ho sempre amato leggere, una passione trasmessa da mia madre che sul comodino aveva sempre qualche tomo in lettura e che, ai tempi in cui ancora non c’era il benedetto Amazon, era una fedelissima abbonata a Mondolibri.

Le mie letture spaziano dai grandi classici alla narrativa contemporanea, ma ultimamente trovo divertente cercare libri ambientati nei luoghi che andrò a visitare. Alcune volte capitano per caso, a distanza di anni da un determinato viaggio, e la memoria non può che commuoversi ed emozionarsi al ricordo di quei luoghi, quegli orizzonti descritti tra le righe. Altre volte mi trovo a chiedere consiglio su gruppi di lettura, forum online o ad altri lettori accaniti sperando che la loro memoria sia abbastanza buona da sapermi illuminare con qualche titolo.

Per quanto riguarda quindi questo post sui libri ambientati in Provenza, ho due titoli da consigliarvi, molto distanti tra loro nel tempo e nello stile.

‘UN ANNO IN PROVENZA’ di PETER MAYLE

Un anno in Provenza‘ è divenuto all’inizio degli anni ’90 un vero e proprio caso editoriale di letteratura da viaggio. Inizialmente ne furono stampate 3000 copie, ma in breve tempo andarono a ruba e furono necessarie numerose ristampe per poter soddisfare le infinite richieste del pubblico.

Mayle, inglese con la passione per la scrittura, dopo quindici anni come pubblicitario decide con la moglie di trasferirsi definitivamente nella più mite Provenza, folgorato dalla bellezza del luogo in precedenza visitato soltanto per le vacanze estive.

La Provenza mese per mese

Il libro è diviso in 12 capitoli, ognuno dedicato ad ogni mese dell’anno. Tutto gira intorno alla ristrutturazione della casa in cui Peter e la moglie si sono trasferiti. Li vediamo destreggiarsi tra burocrazia complicata e muratori orgogliosi e lunatici, e intanto partecipare con loro ai sontuosi pranzi offerti dagli estroversi e bucolici vicini di casa, che non mancano di descriverci nel dettaglio la ricetta del coniglio al civet o dei dolci provenzali. Ci immergiamo poi nei tipici mercati, tra bancarelle di ortaggi e prodotti tipici locali, tra tavolini di bar sempre affollati per una pausa accompagnata dall’immancabile pastis. I protagonisti dovranno poi vedersela con invadenti connazionali che piomberanno improvvisamente al cancello di casa per approfittare della loro ospitalità.

Il libro è molto leggero e scorrevole, non ha una vera e propria trama, ma rende bene l’atmosfera che si respira in quelle valli. Dobbiamo sempre ricordare però, che è narrato dal punto di vista di un anglosassone, molto lontano dalla cultura mediterranea. Nei ritmi e comportamenti dei provenzali, invece, non faticheremo a trovare affinità con il modo di fare di noi italiani, soprattutto di chi vive lontano dalle grandi città.

Un libro per sognare in previsione del primo viaggio oppure per rievocare con affetto e nostalgia quei luoghi profumati e baciati dal sole.

Altri titoli di Peter Mayle

Se siete interessati poi ad approfondire, dello stesso autore trovate: Provenza, Una vita da cane, Chi ha rubato Cézanne, Toujours Provence, Lezioni di francese. Avventure con coltello, forchetta e flute, Provenza dalla A alla Z e Un’ottima annata. Quest’ultimo nel 2006 è diventato un film di successo con Russel Crowe.

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‘LA GLORIA DI MIO PADRE’ di MARCEL PAGNOL

Il secondo titolo che mi sento di consigliarvi se state cercando letture ambientate in Provenza è ‘La gloria di mio padre‘ di Marcel Pagnol.

Ambientato agli inizi del ‘900, è la storia romanzata dell’infanzia dell’autore, in una Provenza ancora sconosciuta al mondo, fatta di paesini arroccati e raggiungibili solo grazie a stradine che si snodano bianche in mezzo a grandi campi. Marcel è un bambino intelligente, impara a leggere prestissimo ed è orgoglioso del padre, Joseph, un maestro elementare ateo, anticlericale e repubblicano. Joseph decide di affittare una cascina in campagna per le vacanze estive insieme al cognato Jules, un ricco funzionario del comune, al contrario molto devoto. Per Marcel e il fratellino, che assistono alle accese discussioni dei grandi in fatto di politica, è ogni giorno una nuova scoperta, tra esplorazioni del bosco, tortura degli insetti e giochi ispirati ai pellerossa.

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Siamo alla fine dell’estate, Joseph e Jules decidono di andare a caccia. Joseph non ha mai sparato, mentre il cognato è un ottimo cacciatore. Marcel è convinto che lo porteranno insieme a loro, ma con l’inganno lo lasciano a casa. A questo punto il bambino scappa di nascosto dalla cascina all’inseguimento dei due cacciatori, ma finisce per perdersi sulle montagne.

Dopo un primo momento di panico, Marcel riesce a tornare sui suoi passi ed assiste giusto in tempo all’abbattimento da parte del padre, che fino a quel momento si era rivelato un pessimo cacciatore, delle prede più rare ambite della zona, le pernici reali. Il bambino esce allo scoperto tenendo nelle mani i due volatili uccisi, tra lo stupore dei due uomini per l’apparizione inaspettata del piccolo, ma ancor di più per il colpo di Joseph andato a segno a discapito delle malcapitate pernici.

Se Marcel iniziava a dubitare della figura del padre, messa in seria competizione con quella dello zio, ora non nutre più dubbi sull’orgoglio per il genitore. Joseph diventa una specie di eroe nel paese per aver compiuto una simile impresa ed accetta addirittura di essere fotografato dal parroco del paese con le pernici. È un racconto tenero, sicuramente differente dai romanzi più attuali, ma nel suo piccolo un vero capolavoro.

Altri titoli di Marcel Pagnol

Successivamente Pagnol pubblicò ‘Il castello di mia madre‘, un altro racconto della sua infanzia in Provenza, questa volta dedicato alla madre. Purtroppo mi è stato impossibile rintracciare questo libro, sembra sparito dalla circolazione!

Marcel Pagnol è stato uno scrittore, drammaturgo e regista cinematografico. Contribuisce alla nascita del cinema parlato, girando pellicole perlopiù ambientate in Provenza, dove negli anni ’40 acquista un castello per renderlo set delle sue sceneggiature. Dopo infiniti e importantissimi lavori muore a Parigi nel 1974 e viene sepolto a La Treille, nei luoghi d’estate della sua infanzia descritti ne i suoi libri.

E voi? Avete letto qualche libro ambientato in Provenza? Lasciatemi un commento con i vostri consigli!

Per un itinerario dedicato all’arte, nel post La Provenza di Van Gogh troverete un sacco di consigli pratici.

 

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