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Italia

Visita al Castello della Manta

Approfittando delle Giornate FAI di Primavera, ho potuto organizzare per la seconda volta in pochi anni una visita al Castello della Manta.

Ho una passione smisurata per i castelli, soprattutto per quelli che si trovano nei dintorni di casa mia, in Piemonte. In tempi per così dire “normali”, in una domenica “normale”, mi sarei messa in auto per raggiungere località più distanti, ma data la situazione sanitaria ancora incerta, ho preferito rimanere nei dintorni. Poco male, l’Italia è così piena di tesori, che non ci si ritrova mai a mani vuote.

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Dove si trova il Castello della Manta

Il Castello della Manta si trova arroccato sulla collina che domina il paese di Manta, a pochi chilometri da Saluzzo, in provincia di Cuneo. L’auto è il mezzo più semplice per raggiungere il castello. Impostate sul navigatore l’indirizzo Via De Rege Thesauro, 5, 12030 Manta CN. Prendete l’autostrada A6 Torino-Savona, uscita Marene, proseguite per Savigliano e Saluzzo. Da qui seguite le indicazioni per Manta, perdendovi tra i filari di frutteti sui bordi delle strade.

Proprio all’ingresso del Castello della Manta è presente un piccolo parcheggio pubblico. In alternativa, proprio sotto la rocca, è trovate un altro parcheggio nei pressi della piazza del Municipio.

Calcolate che dal parcheggio auto all’ingresso del castello dovrete percorrere una strada di ghiaia in salita per qualche centinaio di metri, consiglio quindi scarpe comode!

Quando visitare il Castello della Manta

Orari di visita

Come vi ho già accennato, il castello è visitabile in occasione le Giornate FAI, previa prenotazione sul sito fondoambiente.it. Potrete comunque prenotare una visita guidata durante tutto l’anno, di seguito trovate gli orari.

Da maggio ad agosto

  • mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 10.00 alle 18.00
  • sabato, domenica e festivi: dalle 11.00 alle 19.30

Da settembre a dicembre

  • da martedì a venerdì: dalle 10.00 alle 14.00
  • sabato, domenica e festivi: dalle 10.00 alle 18.00

Prezzo dei biglietti

  • Adulti: 12,00 €
  • Ridotto (6-18 anni): 5,00 €
  • Iscritti FAI, soci National Trust, e residenti nel Comune di Manta: 3,00 €
  • In caso di manifestazione il prezzo può variare
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Visita al Castello della Manta

La sua storia ha inizio nel XII secolo, attraverso i secoli ha raggiunto il 1985, anno in cui la proprietaria, Elisabetta De Rege Provana, ha donato il bene al FAI, il Fondo Ambiente Italiano.

Appena raggiungerete l’ingresso vero e proprio del Castello della Manta, vi troverete davanti un bel giardino. A volte vengono organizzati dei picnic, oppure potrete sceglierlo come location per le vostre cerimonie!

Esistono diversi tipi di visite guidate. Quella che ho fatto domenica scorsa con i volontari del FAI è durata circa 1 ora.

Le cucine

Partirete dalle cantine del castello, dove un tempo veniva conservato il vino prodotto con le uve raccolte delle campagne circostanti. Salendo i gradini scavati nella roccia su cui si poggia l’intero maniero, vi troverete nel primo grande ambiente arredato del castello: la cucina. Oggi sopravvive ancora l’enorme camino ed il pozzo, da cui veniva prelevata l’acqua. Inoltre, è ancora evidente il canale di scolo grazie al quale la sporcizia prodotta nella preparazione dei pasti veniva incanalata ed eliminata, in questo modo l’ambiente era manutenuto facilmente pulito.

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Le sale del Castello della Manta

Saliamo finalmente al piano nobile del castello, ed incontriamo la prima sala di grande impatto. Con il soffitto a cassettoni e le pareti affrescate, in questo vestibolo venivano ricevuti i visitatori. In una nicchia si può notare il meraviglioso affresco della Madonna del Latte. Al centro della sala un enorme tavolo e sulla parete un grande camino con la scritta “leit”, che in tedesco significa condottiero, guida. Il motto dei proprietari del castello, che a partire dal 1400 lo trasformarono da fortezza a palazzo signorile, sulla scia delle corti europee del tempo.

Attraversiamo poi la Sala degli Alberi, tornata alla luce grazie al lavoro certosino dei restauratori. Entriamo poi nella sala in cui era allestita la biblioteca. Anche qui è presente il grande camino marchiato con il motto e il soffitto a cassettoni affrescato. Dalle sue finestre si può ammirare il panorama sulle pianure circostanti.

La Sala Baronale del Castello della Manta

Ed eccoci finalmente giunti a quella che secondo me è la parte migliore della visita al Castello della Manta: la Sala Baronale. Entrando si rimane meravigliati dalla ricchezza degli affreschi sulle pareti. Questa è una grande testimonianza di pittura tardo-gotica profana presente sul territorio piemontese che attraverso le illustrazioni fa arrivare fino a noi il gusto per la moda dell’epoca.

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Sulla parete di fronte alle finestre infatti, possiamo ammirare la sfilata dei Nove Prodi e delle Nove Eroine ispirata ai romanzi cavallereschi de ‘Le chevalier errant‘. Gli studiosi sono certi di riconoscere nelle figure appartenenti alla letteratura biblica e classica tutti personaggi della cerchia di Valerano, il signore del castello che commissionò l’opera all’ignoto Maestro della Manta.

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Sulla parete opposta invece, intervallato dalle finestre, possiamo ammirare l’affresco del mito della Fontana della Giovinezza. In epoca medievale era molto ricorrente nei racconti presso le corti europee. Si narra quindi delle carovane composte da persone di ogni ceto sociale che si avviano alla ricerca della fontana, davanti alla quale poi si spogliano per immergersi nelle acque ed uscirne rinvigoriti e ringiovaniti.

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La cosa stupefacente però riguarda delle vere e proprie vignette, nelle quali i personaggi dialogano tra loro. I cartigli però sono non sono scritti in italiano, francese o piemontese: il linguaggio utilizzato è il volgare che si parlava intorno al 1420 nel Marchesato di Saluzzo.

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Sulle pareti corte da un lato il maestoso camino sormontato dal motto e dallo stemma di Valerano, sul lato opposto una nicchia affrescata con una scena della crocifissione. E’ curioso notare sul lato della nicchia dei perni sui quali veniva montata una sorta di finestra che veniva chiusa per nascondere il ”sacro” quando nel salone venivano organizzati eventi decisamente mondani.

La Sala delle Grottesche

Lasciamo la Sala Baronale e riscendiamo al piano inferiore per accedere all’ala del castello che fu costruita a metà del 1500 da uno dei successori di Valerano, Michele Antonio. Qui è rilevante la pittura manieristica che decora il soffitto e le pareti, ricchi di stucchi e allegorie. Incredibile la raffigurazione sul soffitto di un mappamondo che raffigura in modo chiaro non solo tutti i continenti fino ad allora conosciuti, ma anche in modo preciso e delineato la sagoma di quello che sembra proprio essere l’Antartide! L’affresco risale al 1560, il continente fi scoperto soltanto nel 1820… che mistero è mai questo?!

Terminiamo quindi la visita attraversando la galleria seicentesca con la volta a botte decorata che collega la Sala delle Grottesche agli appartamenti privati di Michele Antonio.

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Se vi trovate in zona, la visita al Castello della Manta è una tappa imperdibile. Grazie al Voucher Piemonte inoltre, fino al 30/06/2021, potrete acquistare un soggiorno in Piemonte pagando solo 1 notte su 3!

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